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Confessioni di un mostro - regia Vania Castelfranchi

 

regia patafisica: Vania Castelfranchi

performer: Vincenzo Occhionero

 

 

Sinossi :

 

Liberamente ispirato al libro del giornalista Saverio LodatoHo ucciso Giovanni Falcone” , il monologo “Confessioni di un mostro” argomenta la preparazione e l’omicidio del famoso giudice italiano attraverso le parole del mafioso Giovanni Brusca. La performance nasce principalmente per tre motivi :

 

 

1) mostrare, attraverso un atto teatrale, quali analogie (in Italia) possano intercorre tra le parole “onorevole” e “uomo d’onore

2) raccontare una tragedia (all’) italiana come archetipo di tutte quelle presenti nella storia del nostro paese al fine di intravedere quale “mostro” si celi dietro la maschera “Stato

3) dare spazio alle confessioni lucide e razionali di un uomo che lentamente, volontariamente e coscientemente si è voluto cucire addosso il ruolo di “mostro

 

“Mi sono proposto di raccontare come Giovanni Brusca sia potuto diventare quello che è diventato. Siccome quest’ interrogativo me lo pongo anch’ io, ho pensato che forse poteva interessare a qualcuno come si possa diventare un <<mostro>>. Perché <<mostri>> si diventa. Il che – ovviamente – non vuol dire chiedere o pretendere giustificazioni”

Brusca Giovanni (2006: p.11)

 

" ... . La lotta alla mafia, diceva Paolo, ha bisogno dell'impegno di tutti: ognuno per quello che sa, ognuno per quello che può . "

Rita Borsellino - estratto di una mail personale

 

 

“…Chiederete perché la sua poesia

non ci parla del sogno, delle foglie,

dei grandi vulcani del suo paese natio?

Venite a vedere il sangue per le strade,

venite a vedere

il sangue per le strade,

venite a vedere il sangue

per le strade!”

Pablo Neruda – Spiego alcune cose

 

 

Note di regia :

 

Il lavoro nasce essenzialmente sotto l’influsso dei principali studi teatrali protratti lungo tutto il ‘900 che vedevano principalmente nel teatro la funzione di uno specchio utilizzato dalla società per prendere coscienza di se stessa e nel ruolo dell’attore come centro petico-creativo dell’opera.

Tenendo anche presente che l’esigenza da cui nasce questo monologo era il voler “riflettere” una storia attraverso l’atto ludico-performativo del teatro ci si è ritrovati a confermare gli studi di Peter Brook, Eugenio Barba, Cesar Brie e Jerzy Grotowsky (oltre alle poetiche di Artaud, Brecht, Jouvet, Jarry e la sua patafisica, etc… ) come i punti cardine su cui muoversi.

La Storia è divenuto il perno attorno cui ci si è mossi, l’elemento principale da servire ed ecco allora che sia la scena, che le luci, che l’attore stesso si sono ridotti al minimo indispensabile per non prendere troppo spazio all’elemento che si era scelto voler far predominare.

 

L’ambientazione è nel pensiero del personaggio che (si)racconta dal/nel cratere di Capaci (simbolo e metafora di un esplosione che ha travolto ed iniziato a far crollare varie persone ed Istituzioni).

 

Unico elemento scenico presente, una sedia … giocattolo preferito dal teatro di narrazione, che rivestirà, nello spazio vuoto, più ruoli oltre a quello del suo significante.

 

Nessun accompagnamento musicale, se non due brani ad aprire e chiudere il monologo, ma tante parole a veicolare la tragedia presente in esse.


Scheda Tecnica per lo spettacolo:


Spazio minimo richiesto:
Lo spettacolo in questione è sempre stato adattato agli spazi performativi che lo hanno ospitato giocando (come e se possibile) con le caratteristiche del posto in questione, così da potersi adattare al meglio alle esigenze di tutti e sfruttare, la dove possibile, tutte quelle variabili che ogni volta rendono la performance unica e irripetibile nel suo atto.

Come base di partenza si richiede uno spazio minimo di 2m x 2m ed una sedia (non pieghevole) su cui poter salire... abbastanza resistente.

Tutto il resto... ad esempio piccoli oggetti e pietre che si possano trovare sul posto a delimitare lo spazio performativo od oggetti dello spazio ospitante che possano essere utilizzati solo ed esclusivamente come elementi figurativi (e non funzionali) in scena... non è indispensabile ma gradito.


Piano audio:
minimo. Vengono utilizzate delle registrazioni. Richiesto lettore cd.

Piano luci: minimo. Possibilità di un piazzato e di qualche par con gelatina color ambra.

Last modified on Thursday, 18 August 2011 17:38

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